Ma il 1985 portò una sfida inaspettata. Non fu il sole, né i paletti di frassino. Fu l'arrivo dell'elettronica di massa e delle videocamere portatili. La sua immagine non appariva mai nelle foto dei paparazzi, un dettaglio che stava iniziando a destare sospetti nei circoli della "Milano da bere".
Julian sorseggiò il suo drink (un mix proibito che il barista preparava solo per lui sotto minaccia di una morte molto lenta) e sorrise nell'ombra del privè. La sua carriera era appena iniziata. Se il secolo scorso era stato il tempo dei castelli e della nebbia, questo era il tempo dei soldi e della velocità. E nessuno sapeva correre veloce come chi ha l’eternità davanti a sé. La brillante carriera di un giovane Vampiro 198...
La sua ascesa nel mondo della finanza rampante non era stata difficile. In un’epoca in cui tutti volevano "azzannare la vita", lui era l’unico a farlo letteralmente. Mentre i suoi colleghi crollavano all’alba dopo notti di eccessi e scartoffie, Julian entrava nel suo ufficio in via Montenapoleone fresco come una rosa, pronto a chiudere contratti che avrebbero fatto tremare la Borsa. Il segreto del suo successo? Non dormiva mai, non mangiava (almeno non cibo solido) e possedeva un magnetismo che i manuali di marketing chiamavano "carisma", ma che lui preferiva definire "predazione". Ma il 1985 portò una sfida inaspettata
Ecco una bozza per un racconto o un’introduzione che cattura l’atmosfera decadente e "neon-noir" degli anni '80. La brillante carriera di un giovane Vampiro (198...) La sua immagine non appariva mai nelle foto
Ti piacerebbe che sviluppassi di più l'aspetto della sua scalata al potere o preferisci un viraggio più horror e notturno?
Per Julian, il "giovane" era un termine relativo — aveva tecnicamente ventidue anni dal 1920 — ma la sua carriera non era mai stata così sfolgorante. Sotto le luci stroboscopiche del Plastic , Julian era l’epitome della perfezione edonistica: capelli scolpiti con chili di lacca, giacca Versace con spalline smisurate e uno sguardo così gelido da far sembrare i cubetti di ghiaccio nel Gin Tonic bollenti al confronto.
La notte non era mai stata così luminosa come nella Milano del 1984. O forse era solo il riverbero delle insegne al neon che si rifletteva sulle carrozzerie cromate delle decapottabili in sosta davanti ai club di tendenza.